Virgilia

 

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”
Sir Winston Churchill

La paura è un sentimento vigliacco che teme di essere sfacciato e spesso si nasconde dietro altre emozioni, come la diffidenza o l’arroganza.

Ed è quello che mi è successo nell’intraprendere la stesura di questo romanzo.

Non ne ero convinto e mi ci sono accostato con diffidenza perché una biografia, seppur romanzata, costringe la fantasia, alla quale mi ero abituato con i miei primi due lavori, a restare nei recinti della storia e a obbedire alle regole del tempo, degli anni, delle ere.

Ma in realtà la mia era paura. Timore del nuovo: nuovo tema, nuovo stile, nuova tecnica. Terrore di non farcela e di fallire.

Ma poi, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, ho trovato il coraggio e la impresa non mi è sembrata più né folle né azzardata.

C’è qualcuno da ringraziare.

Lucia, opinionista brillante e godibile penna del giornale che aiuto a dirigere, che con i suoi quasi quotidiani stimoli e incoraggiamenti ha arricchito il suo ruolo di grillo parlante, appoggiato affettuosamente sulla mia spalla, donandomi le sue riflessioni e i suoi contributi.

Massimo, lettore seriale, censorio e spietato, che ha pungolato il mio senso della sfida con la sua aspra, ma affettuosa, elargizione di carote e bastoni, più gli ultimi che le prime.

Grazie per avermi dato entusiasmo e determinazione.

E alla fine sono qui, a presentare ai lettori un’opera nuova nella quale però non ho lasciato fuori dalla narrazione quello che penso sia diventato il mio stile, fatto di storie parallele e personaggi misteriosi.

Si cambia per migliorare. Ma senza abbandonare sé stessi. Perché in ogni cambio del proprio cammino è la nostra impronta che aiuta chi ci vuole bene a seguirci.

Ora tocca a voi. Siate severi ma non impietosi.

Massimo Carugno

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La prefazione è stata curata dall’editore Riccardo Condò.

Nell’intraprendere la lettura di questo libro è indispensabile un’avvertenza, quella di non cadere nella tentazione di sovrapporre il romanzo alla storia, cercando di capire quanto l’autore si sia discostato dalla realtà.
Il rischio di perdersi in questo esercizio è quanto mai concreto nel caso della biografia romanzata di Virgilia D’Andrea, scrittrice, intellettuale e figura politica di prima importanza del Novecento, sulla cui vita poco si è scritto e che fece della riservatezza la cifra della sua breve esistenza, vissuta per la gran parte in clandestinità.
Massimo Carugno ha subito la fascinazione del personaggio ed è riuscito a non seguire la via più battuta, quella del racconto della figura pubblica e dei suoi ideali. Questi aspetti ci sono tutti, ma fanno da sfondo alla Virgilia privata che nessuno conosce e che lo stesso autore è stato costretto a immaginare, aggrappandosi ai pochi elementi che la stessa protagonista ha lasciato affiorare nei suoi scritti. La Virgilia che viene restituita al lettore è una persona complessa, sicuramente indurita dalle vicende di una vita che non le ha risparmiato nulla, ma è sicuramente il ritratto della forza, della passione umana e civile, dell’intelligenza indomita.
Con questo terzo romanzo, Massimo Carugno imbocca la lunga strada della maturità e molti degli stilemi, che avevano caratterizzato le sue due prime opere, iniziano a stemperarsi in una narrazione più pacata e dallo stile sempre più personale.
Riccardo Condò

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La presentazione in prima nazionale.

 

La presentazione del romanzo si è tenuta a Sulmona il 27 gennaio 2024, nel cinema Pacifico ella presenza di un numeroso pubblico.

Il Sindaco di Sulmona, graditissimo ospite, ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, mentre la giornalista Elisa Pizzoferrato ha curato la introduzione e la conduzione dell’evento.

L’editore Riccardo Condò ha presentato il romanzo dando poi spazio all’autore che ne ha illustrato i caratteri salienti.

 

 

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Nella giornata della donna dell’8 marzo, il romanzo è stato nuovamente presentato presso la splendida cornice di Palazzo Tabassi in un evento organizzato dalla Associazione Strumenti presieduta da Massimo di Paolo che, davanti a un nutrito pubblico, ha tracciato gli aspetti salienti delle figura di Virgilia D’Andrea sotto l’aspetto psicologico.

La serata è stata brillanetemente condotta da Barbara Cantelmi e le letture sono state di Carla Traficante e Piervincenzo Fasciani.

 

 

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Virgilia, l’ultimo romanzo di Massimo Carugno.

A volte la storia è ingrata, e a volte anche bugiarda, perché tace colpevolmente su avvenimenti o personaggi che al contrario la hanno segnata profondamente lasciandole, di sé, solchi incancellabili.

Tra i tanti personaggi, che sono stati vittime della indifferenza della storia, vi è senza ombra di dubbio Virgilia D’Andrea la protagonista del romanzo biografico scritto da Massimo Carugno e appena presentato a Sulmona.

Insegnante, intellettuale, scrittrice, poetessa, giornalista, attivista e leader politica: Virgilia D’ Andrea, nella sua breve esistenza, è stata tante donne.

Quella pubblica ha nascosto e protetto quella intima che invece è la vera protagonista di questo romanzo nel quale, prendendo spunto dalle vicende di Virgilia, e dalle sue opere, l’autore immagina di ricostruirne la vita.

Nata a Sulmona, in Abruzzo, nel 1888, e rimasta orfana di entrambi i genitori in tenerissima età, Virgilia D’Andrea cresce in un istituto religioso dove forgia il suo spirito libertario, refrattario a ogni prevaricazione e autorità.

Approda nel mondo nei primi anni del 900 dove, “maestrina di Vieri”, come essa stessa si definisce nel suo libro “Torce nella notte”, andando a insegnare nelle piccole comunità arroccate nell’appennino abruzzese,  tocca con mano la miseria degli umili e dei dimenticati.

Negli anni precedenti la grande guerra abbraccia la militanza politica nel movimento socialista e poi, tramite Armando Borghi l’uomo di cui diventa compagna, in quello anarchico di cui diviene leader e guida indiscussa. A seguito dell’avvento del fascismo è costretta a riparare a Berlino dove entra nel cenacolo degli intellettuali europei, a partire da Bertold Brecht a seguire, e poi a Parigi dove vive, da incontestabile interprete della politica e della cultura assieme a Turati, Modigliani, Buozzi, Sturzo, gli anni più difficili del secolo breve.

L’ultima meta è negli Stati Uniti dove segna la storia politica di quel paese stagliandosi, da una costa all’altra del grande paese americano, tra i difensori più seguiti e riconosciuti dei diritti sindacali degli operai e delle maestranze italo-americane.

Lì muore a 45 anni, affetta dal mare inguaribile, dopo una vita vissuta da autentica protagonista dei primi anni del Novecento.

Una vicenda complessa e significativa, quella di Virgilia, che Carugno, nel suo romanzo, fa narrare dalla protagonista stessa a una giovane infermiera, di cui sconosce l’identità, alla quale, negli ultimi giorni della sua malattia, confida le pieghe più nascoste della sua vita.

Non è per caso, e neanche insignificante, l’ignoto ruolo della ragazza accanto a Virgilia perché, nello stile più classico della letteratura dell’autore che ama giocare con il mistero di alcuni personaggi e di storie parallele apparentemente distanti tra loro, dietro la figura della giovane si nasconde un finale sorprendente che si rivelerà al lettore solo alle ultime righe.

Così come, sempre nelle ultimissime pagine, si scoprirà il ruolo e l’identità di un’altra figura femminile, che irrompe nel racconto dall’inizio: quella di una ignota donna che, moltissimi anni dopo le vicende narrate nel libro, è a bordo di un aereo in viaggio da New York a Roma per uno scopo misterioso di cui solo alla fine si comprenderà il significato.

Il romanzo di Carugno non è un saggio biografico e forse neanche una biografia romanzata: è uno studio profondo, “fatto attraverso le sue opere” come egli stesso ha dichiarato, per cercare di raccontare non la vita ma la personalità di una donna che indubbiamente è stata una delle protagoniste assolute dei primi anni del Novecento.

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Il romanzo Virgilia, edito nella collana PaperHill di Riccardo Condò Editore è nelle librerie e su Amazon al prezzo di €.20,00.